venerdì 7 giugno 2013

"Il Porto Sepolto" di Giuseppe Ungaretti

S'intitola Il Porto Sepolto il primo volume di versi pubblicato nel 1916 da Giuseppe Ungaretti, uno dei massimi poeti italiani del Novecento; in questo libro sono presenti molte poesie entrate nella storia migliore della letteratura italiana, quei versicoli che diedero fama al poeta di Alessandria d'Egitto, quelle parole quasi scolpite, che Ungaretti, quando rcitava i suoi versi, amava scandire nel suo modo originalissimo e indimenticabile. Sono poesie, come si può capire dall'anno di pubblicazione del libro, nate soprattutto nel periodo della Grande Guerra, usando un linguaggio che, grazie alla sua semplicità e contemporaneamente alla sua profondità, esprime una sofferenza palpabile; sono sicuramente i migliori versi mai scritti (almeno in Italia) sulla guerra da un uomo che ha partecipato ad uno dei conflitti più sanguinosi e tremendi della storia dell'umanità. Tra i titoli più conosciuti si possono citare: I fiumi, S. Martino del Carso, Sono una creatura, Fratelli, Veglia. Tre anni dopo Il porto sepolto Ungaretti pubblicò un secondo libro di poesie dal titolo Allegria di naufragi che contiene altri capolavori della poesia novecentesca (si ricordano Natale e Solitudine) e, nel 1931, questi primi due volumi, insieme ad altre poesie pubblicate su varie riviste o inedite, andranno a formare L'Allegria, il libro che riepiloga la prima fase della poesia ungarettiana. Peculiarietà delle poesie di Ungaretti appartenenti a questo primo periodo sono la totale mancanza di punteggiatura e l'immancabile data (preceduta dal luogo) riferita alla nascita di ogni componimento; inoltre, leggendo le poesie di questa opera prima ungarettiana si noterà (se si conoscono già i suoi versi) una stesura differente rispetto a quella definitiva dell'Allegria. Grazie alla ristampa de Il Porto Sepolto da parte dell'editore Marsilio (Venezia 1990, foto in basso), che comprende una interessante sezione critica curata da Carlo Ossola, oggi è possibile rileggere quei famosi versicoli così come nacquero e trovare anche le fonti d'ispirazione da cui Ungaretti attinse per la stesura delle sue prime poesie. Chiudo con l'elenco delle liriche presenti ne Il Porto Sepolto.



In memoria di Moammed Sceab
Il porto sepolto
Lindoro di deserto
Veglia
A riposo
Fase d'oriente
Annientamento
Tramonto
Finestra a mare
Fase 
Silenzio
Peso
Dannazione
Risvegli
Malinconia
Destino
Perché?
Soldato
C'era una volta
Sono una creatura
Immagini di guerra
I fiumi
Paesaggio
La notte bella
Sonnolenza
S. Martino del Carso
Attrito
Distacco
Nostalgia
Italia
Poesia



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